Dopo una laurea in fashion-design a Utrecht, Yohji van der Aa (classe '87) continua la sua formazione nel mondo della moda all'interno delle grandi metropoli del nord-Europa, dove colleziona preziose esperienze lavorative. Dopo aver vissuto a Stoccolma, Londra e Berlino si trasferisce a Milano dove inizia a lavorare nell'ufficio stile del brand di moda tedesco Jil Sander, celebre nel mondo fashion per aver riscritto i codici estetici dello stile minimalista. Tra le passioni di Yohji, oltre alla moda ça va sans dire, ci sono l'arte moderna, anche se ci confessa che in questo preciso periodo ha un crush per quella rinascimentale. 

 

A cura di Giada Biaggi.

Come ti trovi a vivere a Milano?

Milano mi piace tantissimo; è davvero un posto incredibile dove vivere. Prima di trasferirmi qui stavo a Londra, ma lì i livelli di stress erano davvero altissimi. Lo so che può sembrare strano a dirsi, ma Milano è una città che mi rilassa molto.

Perché hai deciso di viverci?

Il motivo per cui sono venuto è stato molto semplice e pratico; una proposta di lavoro! Poi devo dire che da amante della moda e del gusto vivere a Milano è stato sempre un mio sogno nel cassetto, e sì, sono contentissimo di averlo finalmente realizzato!

 

Il quartiere più alla moda della città secondo te?

Per me sicuramente Brera e Montenapoleone; se vogliamo fermarci all'ambito moda. Ma personalmente trovo molto d'ispirazione per un creativo anche i quartieri un po' più periferici dove puoi vivere la "Vecchia Milano".

 

 

L'accessorio-moda al quale non rinunci mai?

Ho un piccolo orecchino che indosso sempre, un anello che non tolgo mai e due collanine, un po' simmetriche tra di loro: una collanina argento con un ciondolo oro e una collanina oro con un ciondolo argento.

 

 

La differenza principale tra l'Italia e il tuo paese d'origine?

Allora non saprei da dove iniziare: il clima, le persone estroverse, il cibo. Gli italiani parlano davvero tanto, all'inizio questo mi intimoriva un po', ma vivere qui ha cambiato molto il mio approccio alle relazioni umane.

Se Milano fosse un film quale sarebbe?

Certamente Blow Up di Michelangelo Antonioni; insomma, i riflettori qui non mancano.

Come ti stai trovando da Jil Sander? E qual è la cosa più importante che stai imparando lavorando qui?

Jil Sander è un'azienda davvero incredibile per la quale lavorare; credo che la cosa più importante che sto imparando qui è essere creativo insieme agli altri, mentre prima tendevo a essere molto più individualista.