Naturale, biologico, biodinamico: Milano ama il vino in tutte le sue forme

Si parla spesso di Milano come città dei cocktail, della mixology che fa scuola nel resto d’Italia e non solo, la città degli aperitivi e dei gin&tonic. C’è molto di più e da molto di più. Milano ama il vino, bandiera nazionale, e lo celebra durante tutto l’anno. Tante le manifestazioni, gli incontri, i locali, le persone che a Milano parlano e veicolano il vino in tutte le sue sfumature. Chi si fa un giro per la città non può non aver notato il fermento (in tutti i sensi) che c’è dietro nuove tipologie di vini e nuove mode annesse: vini naturali, biologici, biodinamici, tutte espressioni che puntano a una viticoltura più sostenibile.

 

Anche le manifestazioni moltiplicano: a supporto di questo, e nell’ottica di un fitto programma comunale di eventi, c’è la Milano Wine Week. Produttori, consorzi, appassionati, riuniti sotto la grande egida della week. Da Bottiglie Aperte a Franciacorta Festival, Milano diventa per una settimana il centro nevralgico del vino, dividendo i suoi quartieri in sei district ognuno dedicato a un consorzio diverso.

 

Il vino c’è e si fa sentire, tanto che è da poco nata una cantina in città che non solo lo serve, ma lo produce anche. Parliamo di Cantina Urbana, a due passi dai Navigli, dove le uve appena vendemmiate vengono vinificate nel sito milanese con un processo tradizionale, imbottigliate in loco e poi vendute. Anche il vino di San Colombano, prodotto a San Colombano al Lambro, fra Pavia e Lodi, ha determinato ad arricchire la produzione enologica Lombarda, uscendo dagli schemi che la Lombardia sia solo Franciacorta, Valpolicella e Lago di Garda. Fra la riscoperta della vigna di Leonardo presso la villa degli Atellani, i vini di San Colombano e quello prodotto da Cantina Urbana, oggi si può parlare di vin de Milan - perché in città non si beve solo miscelato.

 

A cura di @martina_d