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Un viaggio tra le particelle della fisica elementare

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Il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci, nell'ambito del progetto #storieaportechiuse, propone un esempio di cinema scientifico alla portata di tutti. Il bel racconto "Maneggiare con cura", realizzato dal documentarista Francesco Clerici, descrive nel dettaglio il processo di restauro dell'acceleratore di particelle Cockcroft-Walton, costruito nel 1950 dal CISE (Centro Informazioni Studi ed Esperienze), oggi al centro dell'esposizione permanente Extreme. Alla ricerca delle particelle.

 

Il film, secondo di una tetralogia dedicata al lavoro materiale come patrimonio intangibile, ripercorre la rinascita di questo oggetto "retrofuturistico", che si basa sulla tecnologia sviluppata negli anni '30 dai fisici Cockcroft e Walton, i quali hanno eseguito la prima disintegrazione nucleare artificiale della storia.

Il lungometraggio segue un doppio intreccio, in una successione di frammenti documentali d'archivio e testimonianza di metodi innovativi recenti. C'è un aspetto "fisico" della narrazione, volto a rimettere in funzione lo strumento di indagine scientifica attraverso il lavoro d'equipe realizzato da tecnici, curatori e restauratori del Museo e scandito da rumori, voci, movimenti accurati, talvolta rituali; e un aspetto legato al "tempo nella memoria" raccontato con affetto dagli scienziati Tommaso Rossini e Aurelio Ascoli, che utilizzarono il generatore negli anni della sua operatività.

 

Grazie al proficuo confronto tra saperi del passato e del presente, sembra quasi facile comprendere non solo il funzionamento, ma anche l'anima di questo complicato congegno che sembra fatto di bolle in vetro, ma invece racchiude dentro di sè moltissime storie da scoprire.

 

 

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