Da artista a modella per caso

Tra pittura e Vogue

Paola Fonticoli Artista e modella

Inizio da ragazza il mio viaggio nella pittura, all’Accademia di Brera. Giorno dopo giorno sperimento e lavoro per sottrazione, sino a costruire figure astratte ed essenziali, forme morbide, organiche che riflettono uno spazio di silenzio ed equilibri incerti. 

 

Le stesse sensazioni le cerco nella mia Milano, immersa nelle sue oasi nascoste. Cos’è infatti l’arte se non un modo diverso di attraversare il tempo, lo spazio, la città e i suoi luoghi segreti, gli studi d’artista, le piccole e grandi gallerie per scoprire i linguaggi personali dei vari artisti?

Penso ad esempio allo Spazio Temporaneo di via Solferino o allo Studio Masiero in zona Navigli, oppure la mia “oasi prediletta”, la Galleria Christian Stein di corso Monforte che si affaccia su un segreto e ampio prato, lo stesso che Lucio Fontana poteva guardare dalla grande finestra del suo studio.

Amo anche perdermi tra i mercatini delle pulci appena fuori città, quelli di Corsico e San Donato sono eccezionali; guardo tutto con curiosità arrivando anche a scovare inaspettate opere d’arte.

 

La musica e gli amici musicisti, sono un’altra occasione di scoperta di luoghi inusuali della città: da case private di appassionati di “classica”, a poco conosciute associazioni e circoli culturali, a spazi alternativi dove poter ascoltare i migliori musicisti della scena underground milanese ed internazionale. Come il Garage Moulinski in zona Monteceneri, ex autorimessa ora locale di musica live aperto alle piccole formazioni di genere fusion e sefardita, o Biko, uno spazio dal cuore soul-black-funk nel quartiere Barona.

 

Tutto entra a far parte della cosiddetta “ispirazione”, anche in modo inconsapevole. Il lavoro dell’artista è un processo interiore continuo, un viaggio che mi ha portato lontano. Ho subaffittato la casa e venduto la macchina per trasferirmi prima a Rio de Janeiro e poi a New York per sei mesi, sulla Fifth Avenue e poi a Tribeca, in appartamenti messi a disposizione dai miei amici collezionisti. E’ questa l’energia che vorrei trasmettere a Milano, vorrei più curiosità e spazio per gli artisti, per i tanti e differenti linguaggi, per le forze creative che nascono nella città e che difficilmente trovano spazi adeguati per vivere e svilupparsi, almeno tanto quanto ne merita e ne ha la moda.

 

A proposito, ora vi racconto come ho cominciato a fare anche la modella. Una sera suonavo a Cascina Monlué ad un concerto afro con il mio gruppo, le Anchefunky. A fine serata siamo state ingaggiate per uno spot pubblicitario. L’esperienza mi ha incuriosito, tanto che ho deciso di tentare una nuova “carriera”, parallela a quella di artista. Inizialmente mi sono ritrovata a fare la comparsa in film italiani ed internazionali, poi ho preso la via della moda.

Da allora ho fatto molti servizi fotografici: Vogue, Benetton, Elle Korea e ho sfilato (fra gli altri) anche per Diesel e Dolce & Gabbana. Con sorpresa, la mia ultima uscita è stata sul manifesto della Milan Fashion Week Man’s 2019!  

 

 

Foto di copertina: Vogue Italia, foto Claudia Pasanisi, styling Fabio Pittalis