Intervista a Hanne Orstavik

La nota scrittrice Norvegese si racconta

Milano può essere una scelta d’amore. La più conosciuta scrittrice norvegese, Hanne Orstavik, autrice dei libri Amore (Milano, Ponte Alle Grazie, 2019) e A Bordeaux c’è una grande piazza aperta (Milano, Ponte Alle Grazie, 2018), solo per citare i titoli già tradotti in Italiano, è arrivata in città ascoltando il suo cuore. L'amore, quello per suo marito, l’ha convinta a rimanere a Milano in pianta stabile, a guardare le vie dalla sua finestra sulla Darsena, a girare per ristoranti semplici. Qui, ha anche trovato un luogo in cui ambientare le proprie opere letterarie. Romanzo. Milano è il suo ultimo lavoro. In Italia, per leggerlo, si dovrà attendere il prossimo anno - durante il quale è prevista l’uscita tradotta. Intanto il pubblico norvegese lo sta già sfogliando, entrando in una storia nuova. Sul ricordo delle pagine bellissime di Amore, aspettiamo di imbatterci ancora una volta in un lavoro delicato sulla fragilità umana alla ricerca di appartenenza. Intanto la scrittrice ci ha raccontato qualche dettaglio su di sé e la sua vita milanese. Leggiamo qui la sua intervista

 

A cura di @alessia__musillo

La letteratura di Hanne

Raccontaci un po’ di te. Chi sei e da dove vieni

Sono una scrittrice norvegese. Sono nata nell’estremo nord della Norvegia, a Finnmark, sul bordo del fiume Tana, nella pianura artica. A 16 anni la mia famiglia si è trasferita a Oslo, dove ho vissuto fino a tre anni fa, quando sono arrivata a Milano. 

 

Cos’è la letteratura per te? E com’è nata la passione per la scrittura?

Non ho una vera passione per la scrittura. Ho la necessità di farmi un posto nel mondo dove posso essere ed esistere. Nella letteratura, e soprattutto e sempre nella scrittura, si apre questo posto.

 

Quali sono le tue letture di ispirazione?

Marguerite Duras, William Faulkner, Per Olov Enquist, Birgitta Trotzig e Virginia Woolf sono stati importanti.

 

 

Hanne e Milano

Perché hai scelto di vivere a Milano?

Perché è qui che vive mio marito. Sono venuta tre anni fa per vivere con lui.

 

Ci sono dei luoghi milanesi che ispirano la tua letteratura?

Ogni romanzo che scrivo nasce in un luogo. Milano è stato un luogo importante per il mio ultimo romanzo uscito in Norvegia qualche mese fa. Si intitola ”Romanzo. Milano”. Mentre lo scrivevo, Milano è stato un posto con una carica importante: l’architettura, la struttura della città della vecchia cerchia, la sua storia, i canali. Ma una volta finito il libro, l’intensità svanisce, tutto quello che era aperto e acuto ridiventa fermo e calmo.

 

Il tuo ultimo romanzo è ambientato a Milano, ma per ora pubblicato soltanto in Norvegia. Quale Milano hai raccontato ai tuoi lettori? 

Il romanzo uscirà l’anno prossimo qui in Italia, per i dettagli dovrete aspettare la traduzione. Il libro è ambientato a Milano. Si tratta di un romanzo sull’essere orfani e sul bisogno di appartenere a un luogo e a una persona. Racconta anche di come l’arte possa dare un ingresso alla vita.

 

Raccontaci la tua giornata tipo a Milano

Sono sempre felice di svegliarmi esattamente qui, a casa con la vista sulla Darsena e sopra i tetti Milanesi. In un giorno semplice faccio colazione in pigiama, sul divano con mio marito. Poi leggo o scrivo finché ho bisogno di una pausa, allora vado in palestra. Dopo, pranzo a casa da sola e continuo a lavorare. Nel pomeriggio, mi piace fare una camminata prima che vada via la luce. La sera è un nuovo momento gioioso, col suo aperitivo e la cena, ceniamo spesso fuori qui in zona in posti semplici e gentili.

 

Un amico scrittore norvegese viene a Milano per ritrovare l’ispirazione della scrittura: che luoghi gli consigli di visitare?

Gli darò la mappa e gli dirò di seguire la sua voglia. Trovo la chiesa di San Maurizio molto bella. Ma per un norvegese, camminare a Milano è un spettacolo ovunque.

 

Da un punto di vista culturale, quali sono i punti più forti di Milano rispetto alle altre città italiane o europee?

Milano offre la possibilità di dialogare tra il nostro essere corpo e il corpo della sua architettura.

 

Hai tre desideri per il tuo futuro. Ce li sveli?

Amare, scrivere, vivere – cosa c’e di più bello?!