Un nuovo museo permanente di Milano, accessibile a tutti, gratuito. Un polo culturale nella città dove passeggiare e poter dire “qui la storia la conoscono anche i muri”. E’ OR.ME Ortica Memoria: 20 opere di arte urbana tra le più grandi in Italia realizzate dal collettivo di artisti OrticaNoodles, in cui ogni murale racconta una storia del Novecento milanese. L’intero ciclo verrà terminato entro la fine del 2019.

 

Troviamo così il cardinal Ferrari o il partigiano Morandi, le donne che hanno vissuto e segnato la Resistenza, Dario Fo, Nanni Svampa e Enzo Jannacci (che cantava della Banda dell’Ortica), e ancora Lea Garofalo, Giorgio Ambrosoli e Carlo Alberto Dalla Chiesa, parte di una rassegna dedicata alla Legalità. Non mancano lo sport e la cultura, con Camilla Cederna o Alda Merini, accanto ad Anna Kuliscioff, pedagoga e medico del popolo, e Liliana Segre, che fu testimone degli orrori del Fascismo.

 

Ogni murale racconta una storia, ma è anche un’opera nata con gli abitanti del quartiere.

 

Cammina con noi per le strade del quartiere Ortica e incontra la storia del 900.

Il muro delle donne che han fatto grande il 900

DOVE: Istituto Alberghiero Pasolini, ala dell’edificio scolastico su via Trentacoste 9-5

 

Il ‘900 è stato il secolo delle donne, il secolo in cui hanno raggiunto traguardi fino a poco tempo prima inarrivabili. Nel Novecento le donne hanno maturato una diversa concezione di sé: oggi non si pensano più complementari o seconde rispetto agli uomini. E hanno conquistato la libertà di scegliere la loro vita nel lavoro, nel matrimonio e, per la prima volta nella storia, nella maternità.
Hanno lottato per ottenere tutto questo. Hanno sudato per dimostrare che potevano essere tutto quello che potevano sognare di essere.
E questo grazie anche a degli illustri esempi presenti anche nella città di Milano che hanno ispirato le altre donne.
A loro che ci hanno insegnato tanto, che abbiamo ammirato, che ci hanno curato, accudito e insegnato che se lo desideri veramente tutto è possibile è dedicato questo murale.
Sono raffigurate: Camilla Cederna, Alda Merini, Ersilia Majno, Alessandrina Ravizza, Anna Kuliscioff, Antonia Pozzi, Maria Maddalena Rossi, Liliana Segre.

Il muro della legalità

DOVE: Ponte ferroviario Via Rosso di San Secondo ang. Via San Faustino

 

L’opera è dedicata a coloro che si sono battuti, e spesso hanno perso la vita, in nome della legalità, di un senso più alto della giustizia. 

La legalità non è la legge. Trascende la legge.
E' più una condizione del pensiero, che in quanto tale governa le nostre azioni come un modello inevitabile; o viene vissuta come uno dei motori del proprio agire o appare come quella impalpabile sabbia che sempre rallenta e talvolta inceppa l'antichissimo e rodato meccanismo della sopraffazione, dell'inganno, del sopruso dell'uomo sull'uomo.
Oltre ogni ideologia, al di là di ogni convenienza, con una perseveranza tanto ammirevole quanto frequentemente incompresa, da Socrate ai giorni nostri i creatori di questa "sabbia" sono via via protagonisti di lotte impari, coraggiose e nobili ma ostinate, tenaci, rigorose e lucidissime contro un nemico VERO, spesso costretto infine a smascherarsi decretando così l'inizio della propria fine.

Sono rappresentati: Giorgio Ambrosoli, Generale Carlo Alberto dalla chiesa, Emilio Alessandrini, Mauro Brutto, Walter Tobagi, Tina Anselmi, Lea Garofalo.

La musica popolare

DOVE: lungo il ponte ferroviario di via San Faustino (vicino civico 10)

 

In musica, l’Ortica è uno dei quartieri milanesi più cantati insieme a Porta Romana e i Navigli. Si sa che la zona era ed è ricca di trattorie e osterie i cui avventori, tra un bicchiere di vino e una fetta di salame, hanno sempre indugiato nel canto, bello o brutto che fosse.
Luogo di ritrovo di questi cantanti era l’antica trattoria del Gatto Nero in via Ortica, in uno stabile fondato nel XV secolo. Qui vuole la tradizione che ogni sera o quasi arrivasse qualcuno ad allietare le serate, e spesso non chiudeva finchè non arrivava l’alba a bussare alle imposte.

 

Il coloratissimo murale è dedicato ai più prestigiosi e noti autori/interpreti della canzone milanese, vale a dire (in ordine di apparizione sul murale): Ornella Vanoni, Enzo Jannacci, Dario Fo, Ivan Della Mea, Giorgio Strehler, Giorgio Gaber e Nanni Svampa.

Tutti nelle loro canzoni hanno cantato l’Ortica, e alcuni l’hanno vissuta, come Jannacci che abitava poco lontano, e Dario Fo e Strehler, che dal Circolo culturale Cesare Pavese sono passati.

Il muro della Cooperazione

DOVE: sede Cooperativa Edificatrice Ortica via San Faustino 5

 

Opera dedicata al Movimento Cooperativo Italiano che rappresenta la prima cooperativa milanese e disegnato su uno dei centri del quartiere: la Cooperativa Edificatrice Ortica.
La foto storica (datata 1914) da cui è stato tratto il murale ritrae i soci della Sezione di Cinisello della Società di Miglioramento e Resistenza tra i Lavoranti Muratori di Milano, cooperativa di costruzioni nata nel 1887 con scopo sia mutualistico che sindacale. L’identità socio-culturale della cooperativa è resa dai due quadri che rappresentano Gesù Cristo e Carlo Marx.
I volti - seri, orgogliosi e solenni - dei pionieri cooperatori lombardi sostengono con forza il messaggio del movimento cooperativo, ispirato al pensiero del socialista Robert Owen: “La cooperazione di tutti per il bene di ognuno”, scritto in alto come incipit del murale.

Il muro del partigiano e del vescovo

DOVE: condominio via F. Villa 6 su lato via Giovanni Antonio Amadeo (prospiciente a via Giovanni Antonio Amadeo 57)

 

La festa di Liberazione è uno degli eventi cardine del quartiere Ortica, quartiere che ha avuto un suo partigiano di riferimento e dove le varie componenti maggioritarie del CLNAI hanno avuto una rappresentanza. Per questo si è voluto fare omaggio con questa opera a due personaggi che hanno frequentato il quartiere nei periodi bui del fascismo ed eroici della resistenza, e che hanno testimoniato con la loro vita ciò in cui credono: il Vescovo Marco Ferrari e il partigiano Luigi Morandi.

E come recita l’epigrafe sull’arco che fa da ingresso alla parte storica del quartiere:
“Teniamo il tempo al suon di una resistenza mai tradita 
Liberi dentro l’abbraccio dell’Ortica”

Le parole della libertà

DOVE: Cavalcavia Buccari

 

Il 25 aprile del 1945 le insurrezioni partigiane pongono fine, alcuni giorni prima dell’arrivo delle truppe alleate, all’occupazione nazifascista di Milano e Torino, liberate dopo Bologna e prima di Genova e Venezia. Entro il 1º maggio, tutta l’Italia settentrionale sarà libera: è la fine della dittatura mussoliniana, della Seconda guerra mondiale, della guerra civile. Ed è nel 70° anniversario di quell’evento che nasce questa piccola opera muraria che nel suo piccolo rappresenta l’inizio del progetto Or. Me - Ortica Memoria.
Rappresenta le parole scelte dagli alunni delle scuole del quartiere e che, a loro giudizio, meglio rappresentano libertà e resistenza.

Murale dello sport

DOVE: Società Sportiva Scarioni, via Tucidide angolo via Cavriana

 

Mens sana in corpore sano, così recitavano gli antichi romani.
Lo sport è sempre stato importante in Italia, e a Milano non è da meno. Tanto che le sue squadre di calcio, Milan e Inter, sono da sempre state ai vertici delle classifiche tanto che lo stadio San Siro viene denominato la “Scala” del calcio.
E proprio da lì parte questo murale omaggiando le squadre simbolo della città e rappresentando due delle loro bandiere: Mazzola e Rivera. In omaggio anche alla struttura che ospita questa opera muraria: il piccolo stadio Scarioni, che dal 1926 ha sede proprio nel quartiere Ortica.

 

Ma non solo di calcio si voleva parlare: ci sono l’atletica, simbolo di determinazione e fatica, il nuoto, il tennis, il pugilato, il ciclismo, la ginnastica artistica, lo sci.
Nello scegliere i campioni rappresentati nel murales si è cercato anche di privilegiare quegli sportivi che con la loro vita non hanno solo dato lustro allo sport per cui hanno faticato, ma hanno cercato anche di dare testimonianza del valore civile che lo sport può avere in una società sana, diventando promotori di battaglie sociali importanti.
Infine, nascosto tra le pieghe del murales c’è un piccolo omaggio al quartiere, citando con Coppi la bicicletta che è stata spesso la sua compagna, quella Bianchi che è nata da Edoardo Bianchi, illustre ospite del collegio Martinitt che, nell’ultimo periodo della sua storia, proprio in Ortica ha trovato dimora.

 

Sono rappresentati: Gianni Rivera, Sandro Mazzola, Pietro Mennea, Gino Bartali, Fausto Coppi, Sara Simeoni, Novella Calligaris, Deborah Compagnoni, Nadia Comăneci, Martina Navrátilová, Wilma Rudolph, Muhammad Ali (Cassius Clay).
 

Muro dei lavoratori

DOVE: Muro della ferrovia prospiciente via Ortica 23

 

Milano è la città del lavoro e la culla del movimento dei lavoratori. Qui nel 1891 nasceva la più antica Camera del Lavoro d’Italia, con lo scopo di combattere lo sfruttamento e la disoccupazione e nel 1906 veniva fondata la Confederazione Generale del Lavoro, il primo sindacato generale.
Il Murale del Lavoro è un tributo alla città operosa e solidale, racconta le battaglie dei lavoratori milanesi per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro, per la garanzia del diritto alla salute fisica e ambientale, per il conseguimento delle libertà sindacali nei luoghi di lavoro.
Ricorda le lotte delle lavoratrici per una società più equa e democratica, per la condivisione della cura dei figli, per i servizi sociali, per il diritto alla maternità e alla paternità, per le pari opportunità in tutti i campi della vita, per il raggiungimento della piena occupazione femminile e della parità salariale.
Teresa Noce, che viene ritratta in questa opera muraria, racchiude simbolicamente in sé la parabola valoriale del movimento dei lavoratori: fu una partigiana, una madre costituente, una sindacalista – segretaria generale dei tessili – e la parlamentare a cui dobbiamo la legge sulla maternità.

Ortica viene da orto

DOVE: Via Ortica 12

 

Il nome del quartiere “Ortica” non deriva dalla pungente pianta che tutti conosciamo, bensì da "orto", luogo adatto alle coltivazioni in quanto irrigabile dal vicino fiume Lambro.
È a questo suo nome che è stato dedicato il murale. Ricordando con fiori e colori il passato agricolo del piccolo borgo. Infatti l’Ortica nelle cronache viene sempre dipinto come un luogo in cui il terreno era fertile, e si potevano anche pescare i pesci che brillavano argentini nel Lambro (che all’epoca era ben più vicino all’abitato ed meno inquinato).
È questo il significato: ricordare il passato ancestrale del quartiere, il passato prima che arrivassero le ferrovie e le fabbriche. Ricordare quando non vi erano che campi, cascine e qualche risorgiva. Quando i fiori punteggiavano i piccoli canali irrigui. E ricordare nello stesso tempo attraverso i papaveri rossi, simbolo di pace e fiore dedicato alle vittime delle guerre mondiali che hanno sconvolto il ‘900, coloro che sono caduti per noi tutti.