Dieta Mediterranea Patrimonio Immateriale UNESCO

Decimo anno dal riconoscimento

Il 16 novembre 2020 è stato festeggiato il decimo anniversario dell’entrata a fare parte della Dieta Mediterranea nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale UNESCO.

Riconosciuta a livello internazionalmente come uno dei “pilastri” per il benessere quotidiano, la Mediterranea è, a detta di molti esperti in alimentazione e medici, una delle diete più bilanciate a livello nutrizionale, ovvero ricca dei micronutrienti essenziali e che servono al nostro organismo per conservare una buona salute psicofisica. Predilige infatti alimenti ricchi di vitamine e minerali, cereali poco raffinati, carni bianche, un bicchiere di vino rosso al posto di super alcolici.

Molto più che un semplice elenco di alimenti, la Dieta Mediterranea promuove l’interazione sociale, poiché il pasto in comune è alla base dei costumi sociali e delle festività condivise da famiglie e amici.

L’azione di mangiare, nutre sì l’organismo, ma ci permette anche di far affiorare un patrimonio di ricordi, storie, condivisione di momenti familiari, esperienze di gioia e si fonda nel rispetto per il territorio e la biodiversità, e garantisce la conservazione  e lo sviluppo dei prodotti e delle attività tradizionali collegati alla pesca e all’agricoltura.

Talvolta anche il cinema contribuisce a diffondere a livello culturale la Dieta Mediterranea e far conoscere al mondo questo patrimonio.

Indimenticabili in questo senso sono i personaggi di Felice, interpretato da Totò in “Miseria e Nobiltà”. Chi non ricorda il viso dell’Artista illuminato dal gigante e celebre piatto di spaghetti al sugo? O quello di Alberto Sordi in “Un americano a Roma” in cui il protagonista Nando Moriconi, dopo aver tentato di assorbire il più possibile la cultura e lo stile di vita americani, si arrende alla tentazione offerta da un piatto di pasta ?

 

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