Milano Derby, quando Zenga abbassò la saracinesca

Da Meazza a Shevchenko passando per le parate dell'Uomo Ragno

Il Derby della Madonnina è molto più di una partita di pallone. I giorni che anticipano l'evento vanno un po' così: la dialettica si inasprisce, l'adrenalina sale, tutti si preparano a far bella figura. Quando il Derby finisce è argomento di discussione animata tra interisti, milanisti e tifosi di altre fazioni, nei bar dello sport, per mesi.

 

AMARCORD

Il Derby di Milano evoca ricordi epici. I quattordici goal di Sheva, i tredici di Meazza. Le cinquantasei presenze di Maldini, le quarantasette di Javier Zanetti

 

L'ANEDDOTO

Il 24 Aprile 1988 a San Siro si sfidano il Milan di Sacchi e l'Inter di Trapattoni. I rossoneri, in piena corsa per la vittoria dello scudetto, prevalgono per 2-0 grazie alle reti di Gullit e Virdis. Il match è a senso unico e l'Inter svolge il ruolo di vittima sacrificale. Fa rumore e scalpore l'osservazione post derby di Dan Peterson, coach della squadra di basket di Milano: "Fare un errore davanti al Milan è come sanguinare davanti a un branco di squali”. Il portiere nerazzurro, Walter Zenga, risulta il migliore in campo nonostante la sconfitta della sua squadra. L'Uomo Ragno è una vera e propria saracinesca. La leggenda narra che l'estremo difensore interista – dopo l'ennesima parata – dica a Maldini: “Adesso basta Paolo, piantatela. Sono stanco”.

 

A cura di @luca_zanda

e di @yesmilano

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