Tra le grandi donne di Milano impossibile non citare Alda Merini, la grande poetessa dei Navigli nata "il 21 a primavera", come lei stessa amava scrivere. Sì, perché è proprio in Ripa di Porta Ticinese che Alda visse gli ultimi anni della sua vita dopo la fine del suo matrimonio con il poeta Michele Pierri, con il quale abitava nel sud Italia, precisamente a Taranto. Ancora oggi, camminando lungo i canali milanesi, con un piccolo sforzo di immaginazione possiamo vederla passeggiare con l'immancabile sigaretta tra le labbra e il suo filo di perle, pronta a farsi cogliere dall'ispirazione delle muse. La vita della scrittrice non fu delle più semplici: trascorse più di dieci anni in un ospedale psichiatrico e raggiunse la vera consacrazione artistica solo dopo la morte. Alda Merini è stata ed è tutt'ora un grande esempio di resilienza culturale per tutte le donne ed è proprio all'universo femminile che Alda ha dedicato le sue parole più belle nella celebre lirica Inno alla donna

 

Ecco lo speciale identitikit di Alda Merini che la redazione di YesMilano ha scritto apposta per voi.

Nome di battesimo:

Alda Giuseppina Angela Merini 

Formazione:

Dopo aver terminato il ciclo elementare con voti molto alti, è costretta dal padre a frequentare tre anni di avviamento al lavoro presso un istituto professionale femminile. In seguito tenterà di essere ammessa al prestigioso Liceo Manzoni, non riuscendoci. 

Il suo quartiere:

I Navigli, come abbiamo anticipato nell'introduzione, che ai tempi della poetessa erano molto diversi da quelli di oggi (non erano identificati ancora come il centro della movida). L'autrice visse in Ripa di Porta Ticinese al civico 47; nel cortile che si scorge dal cancello Alda era solita sedere su una grossa pietra a forma di tronco d'albero su cui scriveva le sue poesie. Il ponte più vicino a casa sua è stato intitolato a suo nome dal Comune di Milano. 

Il luogo simbolo:

Lo Spazio Alda Merini in Via Magolfa 32. In questa casa-museo ritroviamo tutto l’universo domestico di Alda dopo che l'appartamento in Ripa di Porta Ticinese venne smantellato -  un'entropica distesa di oggetti che hanno riempito gli ultimi anni della sua vita, come la macchina da scrivere e il pianoforte sul quale suonava romanze d’amore. Sono qui riallestiti anche gli interi blocchi di parete, originariamente collocati dietro il letto, su cui la poetessa scarabocchiava disegni e appuntava con il rossetto i numeri di telefono degli amici.

La frase da ricordare:

“Ci sono adolescenze che si innescano a novanta anni.”

Il libro:

Fiore di poesia: 1951-1957 di Alda Merini.

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