Una delle le zone di Milano in cui il Liberty ha mostrato più varietà espressiva e decorativa è il Quartiere di Porta Venezia, ma saliamo in sella e partiamo alla scoperta della prima tappa.

Ex cinema Dumont

Il percorso ha inizio dalla Stazione Centrale, progettata da Ulisse Stacchini, che rappresenta un ideale elemento di raccordo tra la stagione liberty e la successiva evoluzione in senso déco.

Da piazza Duca d’Aosta proseguiamo su via Vittor Pisani fino a incrociare Viale Tunisia. Giriamo a sinistra e proseguiamo fino ad arrivare in Corso Buenos Aires. Andiamo avanti su Viale Regina Giovanna e giriamo a destra in via Lazzaro Spallanzani, poi a sinistra in via Melzo.

Scendiamo dalla bici e giriamo a sinistra in via Frisi. La prima tappa del percorso è al n.  2, dove troviamo l’ex cinema Dumont costruito nel 1908-1910 e utilizzato fino al 1932. Il palazzo comprendeva al suo interno una sala d’aspetto, una sala cinematografica, una bouffetteria, mentre il primo piano ospitava la cabina di proiezione. Della costruzione originale rimane oggi la facciata realizzata in stile liberty con influenze floreali francesi, oggi sede della biblioteca comunale di zona.

Casa Galimberti e casa Guazzoni

Continuiamo il nostro itinerario in via Malpighi dove ai civici 3 e 12 affacciano Casa Galimberti e Casa Guazzoni, entrambe opera dell’architetto Giovan Battista Bossi.

Casa Galimberti si caratterizza per la decorazione in ceramica dipinta con gigantesche figure policrome per lo più femminili e lussureggianti motivi vegetali che rivestono quasi interamente le facciate.

Casa Guazzoni si contraddistingue invece per le decorazioni plastiche in ferro battuto e cemento. Gli archi del pianterreno sono inframmezzati da espressive teste femminili (tutte diverse una dall’altra) mentre la fascia mediana del primo piano presenta un raffinato fregio floreale.

Ex Kursal Diana

Da via Malpighi giriamo a sinistra e poi a destra su Viale Piave. Al n. 42 troviamo l’ex Kursal Diana, oggi Sheraton Diana Majestic, un hotel storico progettato da Achille Manfredini là dove originariamente si trovava il Bagno di Diana, la prima piscina pubblica d’Italia. Inaugurato il 1 ottobre 1908, il Kursaal fu luogo di intrattenimento e svago. Nei suoi 125mila metri quadrati conteneva ristorante, sala da ballo, uno sferisterio per il gioco della pelota, e un capiente teatro per spettacoli di varietà ed operette. Al suo interno, vicino al dehor si trova ancora la statua di Diana, che un tempo segnava l’ingresso alle antiche piscine.

Palazzo Castiglioni

Da Viale Piave giriamo a sinistra su Piazza Oberdan e prendiamo poi Corso Venezia.

Ai civici 47 -49 troviamo Palazzo Castiglioni, capolavoro dell’architetto Sommaruga e primo edificio progettato nel nuovo stile della borghesia in un contesto tra i più "nobili" della città, quasi in un atteggiamento di sfida ai concittadini più conservatori. Una sfida a cui la città non era probabilmente ancora pronta dato che, quando nel 1903 furono tolti i ponteggi dalla facciata, l'opinione pubblica si schierò fortemente contro, fino ad ottenere di far rimuovere due statue di figure femminili, rappresentanti la Pace e l’Industria, poste sopra il portale d'ingresso e a sostituirle con decorazioni floreali. Il palazzo venne battezzato ironicamente dai milanesi  “Ca de ciapp” ovvero la “Casa delle chiappe”.

Considerato il manifesto del Liberty Italiano, oggi il Palazzo è sede dell’Unione del Commercio.

L’edificio, dopo la ristrutturazione dovuta al cambio d’uso, conserva uno splendido scalone a tre rampe e al piano nobile la sala dei Pavoni, ricca di decorazioni a stucco.

Quadrilatero del silenzio - Case Berri Meregalli

Proseguiamo su Corso Venezia in direzione San Babila e giriamo a sinistra in via Gabrio Serbelloni e poi ancora a sinistra in via Cappuccini. A Milano il Quadrilatero più famoso è quella della moda, ne esiste un altro però, decisamente meno frenetico e movimentato, che risponde al nome di quadrilatero del silenzio, che vale assolutamente la pena di conoscere. Incastonata tra corso Venezia e corso Monforte, questa oasi della Milano ottocentesca, a pochi passi da San Babila, ebbe tra i suoi ammiratori Parini e Stendhal e tra i suoi abitanti illustri personalità come il pittore Carlo Carrà o il poeta Filippo Marinetti

Nell’isolato formato dalle vie Cappuccini, Barozzi e Mozart sorgono le Case Berri Meregalli progettate da Giulio Ulisse Arata.

Quella al n. 8 di via Cappuccini  è una sorta di mescolanza di stili e rappresenta il vero e proprio episodio di chiusura del Liberty a Milano.

Se da una parte riprende il bugnato tipico dell’architettura medievale e l’arte romana con i muri tozzi e ribassati, il palazzo ha anche elementi dell’art noveau. Ne sono un esempio i motivi floreali e vegetali sulla facciata, così come le sculture. Presenta un ricco ornato con putti scolpiti e rilievi decorativi raffiguranti diverse tipologie di animali (arieti, pesci, rane, gufi, cani e leoni). Tuttavia dimostra anche l’amore per i mosaici dorati di tipo bizantino che sembrano fare a pugni con i mattoni rossi.  Nell’androne si possono ammirare mosaici e soffitti di Angiolo D’Andrea e di Adamo Rimoldi e la celebre scultura di Adolfo Wildt la Vittoria del 1919.

Quella in Via Mozart 21 è la prima delle case Berri Meregalli ad essere stata costruita e presenta sulla facciata imponenti figure femminili ad affresco. Al centro della facciata c'è il balcone principale decorato con possenti mensole e teste di ariete, mentre la porta finestra è decorata con un timpano spezzato con una testa sempre di ariete al suo interno.

Quadrilatero del silenzio - Casa Sola Brusca

E’ sempre di Wildt l’orecchio di una casa in Via Serbelloni 19 che fungeva da citofono. Casa Sola Brusca, ribattezzata dai milanesi Ca’ de l’Oreggia, ovvero la casa con l’orecchio. Il motivo dell’originale nome lo trovate a fianco all’ingresso del palazzo: risalente agli anni Trenta, l’edificio ospita, infatti, un orecchio di bronzo, realizzato dallo scultore, disegnatore e medaglista italiano, Adolfo Wildt. L’orecchio-citofono serviva per mettere in contatto l’esterno del palazzo con la Portineria.

Quadrilatero del silenzio - Casa Tensi

Continuiamo su via Mozart e giriamo a destra in via Vivaio. Al n. 4 troviamo Casa Tensi, un’elegantissima palazzina che ricorda le forme sinuose del Liberty Parigino, realizzata dall’architetto Ernesto Pirovano, famoso per le sue decorazioni floreali con cui rendeva unici i balconi e le facciate delle case.

Casa Campanini

Proseguiamo il nostro percorso su Via Maggiolini e giriamo a destra su Viale Majno. Continuiamo su Viale Bianca Maria e giriamo a destra su Via Mascagni, poi a sinistra prima su Via Donizetti e poi su via Bellini.

Al n. 11 troviamo Casa Campanini, uno dei capolavori del Liberty Milanese che l’architetto Alfredo Campanini costruì per sé e per la quale progettò anche la decorazione, dalle figure scultoree del portale, alle vetrate e ai ferri battuti dai motivi vegetali. Trae ispirazione dal lavoro di Sommaruga, perché la sua entrata è scandita dalla presenza di due sculture femminili, omaggio al portale del palazzo Castiglioni. Al suo interno, sono da osservare il cancello in ferro battuto e le decorazioni dei vetri. I balconi sono stati realizzati da Alessandro Mazzucotelli con motivi vegetali che rendono l’intero palazzo unico nel genere.

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