La Stagione Teatrale 19/20 di Triennale Milano Teatro

Quando il teatro di ricerca parte dai grandi classici

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Triennale di Milano
Viale Emilio Alemagna, 6

Nulla a che vedere con un teatro di prosa standard - e questo non significa che manchi la parola, ma che la parola, ispirata ai grandi classici del teatro, diventa anch’essa una forma di ricerca sul palcoscenico. Dopo il sold out della serata inaugurale a ritmo della sperimentazione musicale italiana: Caterina Barbieri e Francesco Cavaliere, compresa nella programmazione Parla Ascolta Guarda Fai a cura di Giannella e Torrigiani, Triennale Milano Teatro alza ufficialmente il sipario su una schiera di artisti nazionali e internazionali pronti ad arricchire la programmazione teatrale meneghina. E questi grandi, chiacchieratissimi del teatro e della performance, a partire da Kinkaleri, Serra, mk, riprendono il passato e lo rimaneggiano in chiave completamente contemporanea e sperimentale. Il Macbettu di Alessandro Serra, in particolare, torna una seconda volta agli occhi di un pubblico cui le tre repliche del 2018 non sono bastate e, a completare il ritratto d’artista, Serra si porta dietro anche il suo recente lavoro Il Giardino dei Ciliegi - cosa aspettarsi da una partitura d’anime cechoviane?

 

Questo passato classico, protagonista indiscusso di stagione, convince con l’eco di Pina Bausch che rivive nello spettacolo Rewind - Omaggio a Cafè Muller di Deflorian/Tagliarini. Si alzi poi la bandiera dell’eroe bretone Tristano con la rappresentazione coreografica del grande classico medievale, firmata dal danzatore giapponese Saburo Teshigawara - scene di estatica sospensione miste a materialità corporea in rapido movimento. 

 

A rendere ancora più solido il pilastro della danza, uno dei sentieri di questa programmazione stagionale, entra in gamba tesa e mezze punte il Premio Hermès Danza Triennale Milano: una serata, due spettacoli, i migliori danzatori emergenti under 35 della scena nazionale; si prosegue poi con il duo creativo composto da Jonathan Burrows e Matteo Fargion, che in prima nazionale se la gioca con Any Table Any Room, e, a seguire, il già citato mk, che non può mancare sul palcoscenico. Il botto finale lo suona David August dalla Germania, perché con la musica si apre e si chiude questa stagione. Saranno anche poche le novità assolute agli occhi del pubblico meneghino, eppure poi ci si trova tutti in platea - perché Triennale Milano Teatro resta la perla teatrale della contemporaneità sulla scena che, ogni anno, crea quell’attesa ed effetto boomerang irresistibile fra gli appassionati della performance.

 

A cura di @alessia__musillo

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