Quando si pensa al Parco Sempione si pensa all’Ottocento, da Napoleone alle sistemazioni del famoso piano Beruto (primo piano regolatore della città), eppure questo giardino fresco al centro di Milano, che unisce l’asse prospettico Castello Sforzesco-Arco della Pace alla morbidezza dei giardini laterali, è una miniera di architetture novecentesche.

 

Le due più monumentali sono naturalmente il Palazzo dell’Arte di Giovanni Muzio, meglio conosciuto come la Triennale, e la vicina Torre Branca, di Gio Ponti, a suo tempo nata come Torre Littoria, entrambi risalenti all’inizio degli anni '30 e tra i migliori esempi in assoluto dell’architettura razionalista. A pochi metri, verso piazza Cadorna, c’è la Casa al Parco di Ignazio Gardella del 1947-1950, affacciata sul parco, gioiello del primo dopoguerra. Dalla parte opposta del Castello sorgono il piccolo edificio decò dell’Acquario civico, uno dei più antichi d’Europa, nato su progetto di Locati nel 1906 durante l’esposizione internazionale di Milano, e a pochi passi all’esterno del parco, verso Brera, il Piccolo Teatro Strehler, progettato alla fine degli anni 70 da Zanuso e Crescini e realizzato alla fine del secolo. Nascosti nel cuore del parco, infine, valgono una visita la Biblioteca Parco Sempione, opera di Ico Parisi degli anni Cinquanta, e due monumenti-spazi pubblici: l’ “Accumulazione musicale e seduta” di Arman del 73, una gradinata a semicerchio di cemento in cui l’artista ha affondato sedie e strumenti musicali, e il “Teatro continuo” di Burri, da poco ricostruito.

Triennale - Palazzo dell'Arte

Il Palazzo dell'Arte, progettato negli anni '30 dall'architetto Giovanni Muzio, è un edificio modulare espressamente concepito per ospitare grandi manifestazioni culturali in 12.000 mq tra aree espositive e spazi visitabili.

 

Tale edificio divenne la sede dell'esposizione Triennale di Milano a seguito dell'elargizione di una somma donata della famiglia Bernocchi nel 1930 ai fine della sua costruzione.

 

 

Torre Branca

Disegnata negli anni '30 da Gio Ponti, collocata nel prato di Parco Sempione, la Torre è considerata un'opera d’arte nella quale si incontrano architettura moderna e tecnica nuova.

 

Venne eretta in soli due mesi e mezzo nel 1933, in occasione della V mostra Triennale; mentre nel 1972 fu dichiarata inagibile. In seguito, fu interamente restaurata ad opera della Fratelli Branca, di cui ora porta il nome in omaggio alla Città. 

Casa al Parco

L’architetto Gardella la progettò nel 1947 per l’alta borghesia milanese. Sette piani in tutto, cinque esterni e due interrati, per dare forma ad appartamenti che da una parte davano sul Parco Sempione, dall’altra verso Piazza Castello. La struttura andava a sostituire l’antica villa Marsaglia, in un angolo di Milano silenzioso e privato.

Acquario Civico

La struttura fu inaugurata nel 1906 e ancora oggi, dopo diverse ristrutturazioni, resiste nel suo progetto architettonico originario. Il bellissimo palazzo in stile liberty accoglie più di cento specie marine, per lo più di acqua dolce con qualche eccezione del Mediterraneo.

Questa affascinante struttura, esempio di art nouveau, è nascosta all’interno del Parco Sempione, tra una torre del Filarete e il refettorio di Santa Maria delle Grazie. Storicamente parlando, questo è il terzo acquario più antico d’Europa.

Piccolo Teatro Strehler

Quando nel 1947 il Piccolo Teatro di Milano venne inaugurato con lo spettacolo di “L'albergo dei poveri” di Maxim Gor'kij, la platea della storica sede, che oggi prende il nome di Teatro Grassi e si trova a pochi passi da Piazza Cordusio, era colma di un pubblico che, incuriosito, sedeva all’interno di quello che è stato il primo teatro stabile italiano. L’idea di base dei fondatori Giorgio Strehler, Paolo Grassi e Nina Venchi, era proprio quella di creare uno scheletro teatrale nazionale che diventasse un corpo instancabile di produzione di spettacoli e sede di debutto dei grandi teatranti che circolavano all’estero. Infatti, con il tempo, il Piccolo Teatro divenne un polo culturale a livello europeo, ottenendo il titolo di “Teatro d’Europa”.

 

Il progetto architettonico fu realizzato dall’architetto Muzio, che si preoccupò di dare forma a un teatro che avesse le sembianze di un’azienda, così squadrata, come a dire che il teatro fosse produttore di una cultura da toccare, oltre che ammirare da una poltroncina. Oggi la Stagione del Piccolo si divide fra le tre sedi che ne compongono il complesso: il Teatro Grassi, collocato in un affascinante cortile dallo stile neoclassico, il Teatro Studio Melato, dalle sedute su panche lignee che formano un’arena circolare, e il Teatro Strehler, sede principale inaugurata nel 1998 che, con i suoi 987 posti a sedere, è fra i teatri più grandi d’Italia.

 

Oggi, a dirigerlo, è Sergio Escobar. Numerose sono le produzioni uscite negli anni, ma se in
Stagione ci sono: “Arlecchino servitore”, “L’opera da tre soldi”, “Re Lear”, Il Giardino dei Ciliegi”
è impossibile non varcare la soglia e godere di questi spettacoli che hanno segnato la Storia
dell’industria teatrale milanese.

Biblioteca di Parco Sempione

Situata nel cuore del Parco Sempione, con quel tetto ondulato che pare essere più un cappello che una copertura, attira i passanti e incolla alle sedie chi tenta di studiare. Tenta, sì, perché è molto facile rimanere affascinati dalla bellezza del parco e della struttura stessa, che venne progettata da Ico Parisi negli anni Cinquanta per la X Triennale.

Anche la scultura della “Lettrice” di Francesco Somaini, una composizione astratta di Bruno Munari in marmi e cemento per il pavimento dell’ingresso, la tarsia marmorea di Mauro Reggiani e un bassorilievo in cemento di Umberto Milani sono il frutto della collaborazione tra le arti sempre all’opera nelle esibizioni Triennali.

Accumulazione musicale e seduta

All’interno del Parco Sempione, mentre si passeggia fra il verde delle siepi e gli alberi alti, è possibile scovare un’opera che l’artista Arman realizzò nel 1973 per la XV Triennale di Milano.

 

Si tratta di un palco per orchestra formato da una cavea in pietra, una gettata di cemento che decora i gradoni con le impronte di strumenti musicali. Il Comune di Milano decise di acquistarlo dopo l’esposizione e di tenerlo all’interno del Parco come sorpresa per le rilassanti passeggiate all’interno del polmone verde della città.

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