Casa Museo Boschi Di Stefano

Arte del Novecento sulle pareti della casa dei collezionisti

Casa Museo Boschi Di Stefano
via Giorgio Jan, 15

Casa Museo Boschi Di Stefano, aperta dal 2003, rappresenta un viaggio attraverso l’arte italiana del Novecento attraverso una selezione puntuale di circa trecento fra le oltre duemila opere della collezione dei coniugi Antonio Boschi e Marieda Di Stefano, esposte in quella che fu la loro casa, donata insieme alle opere al Comune di Milano nel 1973. 

Nelle undici sale allestite a quadreria, che ancora conservano il sapore della casa realizzata su progetto di Piero Portaluppi nel 1929-30, quasi tutti gli arredi non originali sono stati accuratamente scelti dalla Fondazione Boschi in consonanza con le opere esposte alle pareti, frutto di una passione collezionistica senza freni e di un rapporto sincero e diretto con molti artisti che sarebbero poi diventati fra i più grandi della scena italiana e internazionale.

 

LE STANZE

Il percorso espositivo va dal primo decennio del Novecento alla fine degli anni Sessanta.

Dall’ingresso, dove i visitatori sono accolti da ritratti dei coniugi Boschi e da ceramiche della stessa Marieda, si passa al corridoio dedicato ad artisti del primo e secondo decennio del secolo scorso, fra cui Boccioni, Severini e Marussig.

Nello studio adiacente è allestita la sala dedicata a “Novecento”, con opere di Funi, Carrà, Casorati, paesaggi di Tosi e Guidi.

Segue la sala monografica dedicata a Mario Sironi, con la celebre Venere dei porti (1919) e alcune sculture di Arturo Martini, come La vittoria (1934).

Da lì si passa alla sala che comprende opere degli artisti di Corrente, fra cui l’Eldorado (1935) di Renato Birolli, e due pareti dedicate a una straordinaria selezione di nature morte e paesaggi rispettivamente di Giorgio Morandi e Filippo de Pisis.

Il salone della casa museo, con il pianoforte originale ancora al centro, è dedicato alla Scuola di Parigi e comprende La scuola dei gladiatori (1928) e i Facitori di trofei (1926-28) di Giorgio De Chirico, l’Annunciazione di Alberto Savinio (1932), opera simbolo della Casa Museo, e tele di Campigli, Paresce, Mafai.

Superato il corridoio dedicato ai chiaristi, con opere di De Rocchi, Semeghini, Lilloni, segue la sala monografica dedicata a Fontana: oltre a due dei celebri “tagli” (Concetto spaziale. Attese, 1959 circa), sono ben rappresentati il periodo dei Buchi, delle Pietre e dei Gessi; la Casa Museo conserva inoltre, dello stesso Fontana, anche sculture in ceramica.

Segue una sala molto articolata, dedicata ad artisti postcubisti (Moreni, Giunni, Brindisi, Piccoli), spazialisti (Crippa) e nucleari (Dangelo, Baj e Dova).

L’ultima stanza è quella dedicata all’Informale, con un’opera di Emilio Vedova (Immagine del tempo, 1953), due di Piero Manzoni (Rettangolo e Ipotesi prima. Rettangolo interrotto, 1958) e poi Vago, Carmassi, Chighine, Bionda a rappresentare un gusto dei due collezionisti inevitabilmente sottodimensionato dall’allestimento cronologico.

Per cercare di aprire un varco nella parte sommersa della Collezione Boschi Di Stefano, nella ex scuola di ceramica di Marieda, situata al piano rialzato nel medesimo edificio e riaperta dalla fine del 2017, vengono allestite mostre di approfondimento nell’intento di valorizzare sempre di più l’intera collezione.

 

LA CASA 

La Casa Museo Boschi Di Stefano si trova all’interno di una palazzina realizzata, tra il 1929 e il 1931, sotto la direzione artistica dell’architetto Piero Portaluppi. L’edificio, che prese il nome di “Casa Radici-Di Stefano” è frutto di due interventi distinti, anche se coordinati e riconducibili agli stessi committenti: la porzione su via Aldrovandi, di proprietà della Società Anonima Immobiliare Aldrovandi, amministrata da Gino Radici; quella su via Jan, amministrata della Società Immobiliare Picena, controllata da Francesco Di Stefano. Queste due sezioni furono costruite contemporaneamente dall’Impresa Di Stefano & Radici.

 

L’appartamento sede della Casa Museo Boschi Di Stefano presenta, al suo interno, alcuni degli elementi più interessanti dell’architettura di Portaluppi, sebbene semplificati per realizzare un’abitazione a uso civile: le facciate con tripartizione orizzontale; le leggere asimmetrie; il disegno delle modanature; le cornici delle finestre; le opere in ferro.Uno degli aspetti particolari della palazzina è la soluzione d’angolo che vede lo spigolo dell’edificio trasparire dall’incastro del volume dei bow-windows.

 

Fa parte del Circuito delle Case Museo di Milano un sistema museale cittadino con lo scopo di promuovere il patrimonio storico, culturale e artistico milanese attraverso la storia dei suoi personaggi.Le altre Case Museo che fanno parte del circuito sono Museo Poldi Pezzoli, Museo Bagatti Valsecchi, e Villa Necchi Campiglio, progettata sempre dal Portaluppi.

Volontari del Touring Club Italiano sono presenti per accogliere e accompagnare i visitatori.

 

Sono disponibili su Google Art & Culture oltre 100 opere, immagini Street View del percorso di visita e la mostra “Buchi, Pietre, Tagli: le serie di Concetti spaziali di Lucio Fontana”: scoprili cliccando qui.

Orari

Orari:

 

Da martedì a domenica: 10:00 - 17:30 (ultimo ingresso ore 17:00)

Informazioni biglietto

Informazioni biglietto:

 

L'ingresso al Museo e alle mostre temporanee è sempre gratuito.

 

Acquista online:

Trasporti pubblici

Trasporti pubblici:

 

METROPOLITANA

M1 fermata Lima

M1 - M2 fermata Loreto

 

TRENO

Passante fermata Porta Venezia

 

TRAM

5, 33

 

BUS

60, 81

E-mail

E-mail

c.casaboschi@comune.milano.it

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Accessibilità

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