Cinque itinerari del gusto per accompagnare i buongustai alla scoperta del meglio della tradizione enogastronomica lombarda.

1. Lodi e la Raspadüra

La raspadüra è un piatto tipico di Lodi. Si tratta di un modo di servire il formaggio grana presentandolo in sottilissime sfoglie, raschiate da una forma di Granone Lodigiano oppure da un formaggio "giovane" della famiglia del grana.

Per realizzare la Raspadüra ci vuole un coltello apposito, grazie al quale il formaggio viene tagliato finissimo  per sciogliersi delicatamente in bocca.

Si può gustare sopra a un risotto o a una pasta, ma può anche essere servito come accompagnamento ad un aperitivo in versione locale. Sulla tavola lodigiana non mancano d'altronde salami, cotechini e prosciutti e un calice di San Colombano DOP, rosso o bianco, a seconda del palato. 

 

Per scoprire la ricchezza gastronomica del territorio, l'appuntamento da mettere in agenda è con la Rassegna Gastronomica del Lodigiano. La manifestazione, dall’1 ottobre al 4 dicembre, porta a scoprire caseifici, aziende agricole, fattorie didattiche, salumifici e cantine, che aprono le porte ai visitatori per degustazioni e visite guidate.

2. Oltrepò pavese: la strada del vino e dei sapori

La Strada del vino e dei sapori dell'Oltrepò Pavese nel suo complesso comprende 78 comuni lungo un percorso di circa 60 km.

Il viaggio tra i sapori e i prodotti genuini del territorio può cominciare da Voghera per scendere giù fino alla Liguria, lambendo anche il Piemonte.

Tra i vini da provare l'Oltrepò Metodo Classico DOCG, il Cruasè e l'Oltrepò Pavese DOC nelle sue varie declinazioni (Bonarda, Barbera, Sangue di Giuda e Pinot Nero).

 A tavola potrete gustare gli agnolotti ma anche il risotto coi peperoni e la polenta di mosto, il cotechino e la coppa, oppure il salame di Varzi, la Formaggella di Menconico o i grissini dolci.

 

L'appuntamento di stagione è con l'Autunno Pavese, dal 30 settembre al 3 ottobre, presso il Palazzo Esposizioni, dove produttori di vino, riso, salumi si faranno ambasciatori del gusto. In programma anche masterclass, degustazioni, show cooking, mentre fino al 16 ottobre si terranno visite in cantina, degustazioni e cene in agriturismo e altri eventi diffusi sul territorio.

3. Andare per crotti: tutto il buono della Valtellina

I crotti sono cantine naturali, con la caratteristica di avere una sorgente d'aria fresca che esce tra le rocce e mantiene in ogni stagione la temperatura pressoché costante, luoghi suggestivi dove si possono gustare le specialità della zona che vengono qui custodite.

Tra di essi salumi e formaggi come la bresaola o il Bitto e il Valtellina Casera a marchio DOP.

Tra i piatti da gustare ci sono gli sciatt (piccole frittelle di grano saraceno ripiene di formaggio) o i pizzoccheri, tagliatelle di grano saraceno cotte con bietole e patate e mantecati con burro e formaggio o la famosa polenta taragna, condita con tanto formaggio e tanto burro. Se vi resta un po’ di spazio per il dolce, da non perdere è la bisciola, detta anche Pan di fich o Panettone valtellinese, una pagnottella arricchita con frutta secca, burro, uova e in alcune ricette anche miele.

 

L'autunno è la stagione giusta per imparare a conoscere questo patrimonio di sapori, grazie alle tante feste e sagre dedicate alle eccellenze del territorio valtellinese. Si inizia l'1 ottobre con Gustosando in Valtellina, serie di itinerari enogastronimici tra borghi e storiche cantine di Gerola Alta, Talamona, Traona, Albaredo per San Marco e Mello e sul Sentiero del Vino. Il 2 ottobre, a Chiavenna e dintorni, è il Dì della Brisaola, per conoscere i produttori artigianali e degustare il prodotto tipico. I Weekend del gusto animano i fine settimana (fino al 27 novembre) nella capitale del pizzocchero, Teglio: funghi, cacciagione e altri prodotti tipici autunnali saranno protagonisti dei menu del ristoranti della zona.

 

Si chiude l’autunno gustoso con la Mostra del Bitto a Morbegno (il 15 e il 16 ottobre) e la Valtellina Wine Trail, una corsa tra vigne, cantine storiche e paesini sulla strada da Tirano a Sondrio, il 12 novembre.

4. Monte Isola e Lago d’Iseo: il pesce di lago

Una tradizione culinaria del Lago d’Iseo è l’essiccazione e la conservazione del pesce: sardine, cavedani o persici.

Il pesce lavato ed eviscerato si stende sotto sale per 24 ore. Poi, tolto dal sale e rilavato, viene disposto al sole per 5/10 giorni in righe parallele su archetti in legno di frassino. Dopo l’essiccazione viene disposto con cura, pressato e separato dall’aria da uno strato d’olio, dentro contenitori di metallo. Passato qualche mese il pesce può essere mangiato appena tolto dal contenitore oppure cotto sulla brace per qualche minuto. Viene servito con olio, erbe aromatiche e polenta. In tutti i ristoranti di Monte Isola potrete gustare anche questo piatto tipico a base di pesce di lago. Il tutto accompagnato sempre dal vino della Franciacorta.

La tinca del lago d’Iseo è l’ingrediente principale di un’altra ricetta le cui origini risalgono all’Ottocento: la “tinca ripiena”. Il pesce è farcito di formaggio, pane e spezie, cotto al forno in pirofile di terracotta e con ampio uso di burro, e viene servito con polenta.

5. Cremona: patria del torrone ma non solo

Una specialità cremonese da provare sono i bolliti misti: gallina, cappone ripieno, manzo, serviti con mostarda cremonese (rigorosamente di frutta intera) e con diverse salsine a base di verdure.

Nei ristoranti della zona potrete gustare anche gli insaccati tipici del territorio: salame all’aglio, cotechino alla vaniglia, salame da pentola, salsiccia e verzini.

Tra i dolci cremonesi, il torrone, è uno dei simboli del Natale in tutta Italia ma imperdibili sono anche i baci di Cremona, biscottini accoppiati a base di farina di nocciole, separati da un ripieno di cioccolata, marmellata o panna montata.

Ogni anno a novembre si svolge la festa del torrone: l’appuntamento cittadino di quest’anno sarà dal 12 al 20/11/2022.